Scopo. Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono composti sintetici altamente persistenti e bioaccumulabili, associati a effetti negativi sulla salute umana, in particolare sul sistema immunitario e lo sviluppo prenatale. L’Agenzia Internazionale… Click to show full abstract
Scopo. Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono composti sintetici altamente persistenti e bioaccumulabili, associati a effetti negativi sulla salute umana, in particolare sul sistema immunitario e lo sviluppo prenatale. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha recentemente classificato l’acido perfluoroottanoico (PFOA) come cancerogeno per l’uomo. Poiché la dieta rappresenta la principale via di esposizione, il monitoraggio dei PFAS negli alimenti è cruciale per la valutazione del rischio. A tal proposito, il Regolamento (UE) 2023/915 ha stabilito limiti massimi per alcuni PFAS in diversi prodotti alimentari. Nonostante la rilevanza del settore suinicolo, le informazioni sulla distribuzione dei PFAS nei tessuti suini rimangono ancora scarse. Questo studio si è proposto di valutare i livelli di contaminazione da PFAS in fegato, prosciutto e lombo di suino, al fine di fornire un contributo alla caratterizzazione del rischio in tali matrici. Metodi. Le analisi sono state eseguite mediante cromatografia liquida ad alte prestazioni accoppiata alla spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS). Sono stati analizzati i 4 congeneri attualmente disciplinati dal Regolamento (UE) 2023/915: PFOS, PFOA, PFNA, PFHxS e la loro somma. Sono stati messi a confronto i livelli di contaminazione di 45 campioni, suddivisi equamente in tre categorie: fegato, prosciutto e lombo, tutti prelevati da suini (Sus scrofa domesticus) allevati nello stesso contesto zootecnico. I risultati ottenuti sono stati utilizzati per valutare la distribuzione dei PFAS nelle 3 matrici prescelte e sono stati confrontati con i tenori massimi (TM) previsti dalla normativa vigente. Risultati. Tutti le matrici analizzate sono risultate conformi ai Tenori Massimi stabiliti per PFAS dal Regolamento (UE) 2023/915. Le concentrazioni di PFAS determinate nei campioni di fegato sono più elevate e presentano maggiore variabilità rispetto a quelle misurate in prosciutto e lombo, confermando il fegato quale principale sito di bioaccumulo nel suino. Le concentrazioni medie di PFOS nel fegato, pari a 104 ng/kg, risultano 10 volte maggiori a quelle presenti nei campioni di prosciutto e lombo. Anche per i livelli di PFOA si attesta il medesimo andamento con concentrazioni epatiche medie 2,5 e 2 volte superiori a quelle rilevate, rispettivamente, in prosciutto e lombo. I risultati relativi alla somma dei 4 PFAS regolamentati presentano le seguenti concentrazioni medie: 221 ng/kg nel fegato, 35 ng/kg nel prosciutto e 54 ng/kg nel lombo. Conclusioni. I risultati ottenuti confermano che il fegato rappresenta il principale sito di accumulo dei PFAS nel suino, con concentrazioni significativamente superiori rispetto a prosciutto e lombo. Le marcate differenze in termini di concentrazione e variabilità sottolineano l’importanza di selezionare il fegato come matrice target per il monitoraggio e il controllo della contaminazione da PFAS. Questi dati mirano a migliorare la comprensione della contaminazione da PFAS negli alimenti di origine animale e sottolineano l’importanza di ulteriori approfondimenti per garantire un’efficace azione di controllo e una valutazione del rischio più accurata.
               
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